DSA · 5 maggio 2026 · 10 min di lettura
DSA: come riconoscere i primi segnali e quali passi possono fare le famiglie
Lettura lenta, errori ricorrenti, compiti evitati: quando osservare con più attenzione e quali passi concreti può compiere una famiglia.
Una domanda frequente dei genitori
«Legge ancora sillabando, sbaglia sempre le stesse parole, ma è un bambino sveglio: può essere dislessia?». È una delle domande più ricorrenti, e nasce quasi sempre da un'osservazione corretta: c'è uno scarto tra ciò che il bambino sa e ciò che riesce a produrre.
Questo articolo ha una finalità divulgativa: aiuta a orientarsi, non a formulare una diagnosi, che spetta esclusivamente a un'équipe specialistica autorizzata.
Che cosa sono i DSA secondo la normativa italiana
La Legge 170/2010 riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come Disturbi Specifici dell'Apprendimento: caratteristiche del funzionamento neurobiologico che riguardano la velocità e la correttezza di lettura, scrittura e calcolo, in presenza di capacità cognitive nella norma e di adeguate opportunità di apprendimento.
I DSA non dipendono dall'impegno, dalla motivazione o dal contesto familiare. Non si «guariscono», perché non sono una malattia: si tratta di modalità di funzionamento con cui si può apprendere efficacemente, se vengono forniti strumenti adeguati.
- Dislessia: difficoltà nella lettura in termini di rapidità e accuratezza
- Disortografia: difficoltà nella correttezza ortografica della scrittura
- Disgrafia: difficoltà nel tratto grafico e nella leggibilità della scrittura
- Discalculia: difficoltà nelle abilità di calcolo e nel processamento numerico
Difficoltà scolastica o possibile DSA?
Tutti i bambini incontrano momenti di difficoltà: un cambio di scuola, un periodo emotivamente impegnativo, un argomento affrontato troppo rapidamente. Queste difficoltà tendono a essere transitorie e a migliorare con il supporto didattico.
Nel caso dei DSA le difficoltà sono invece persistenti nel tempo, resistenti al normale insegnamento e specifiche: riguardano alcune abilità mentre altre restano pienamente adeguate. È proprio questo profilo disomogeneo a meritare attenzione.
Osservare senza etichettare
Osservare significa raccogliere elementi concreti — quanto tempo impiega, che tipo di errori compie, in quali situazioni la fatica aumenta — senza trasformare l'osservazione in un'etichetta anticipata.
Dire a un bambino «sei dislessico» prima di qualsiasi valutazione, o al contrario minimizzare («è solo pigro»), sono entrambe strade che rischiano di incidere sull'immagine che ha di sé. Il linguaggio più utile descrive le difficoltà, non la persona.
Possibili segnali nella lettura
Vanno considerati nel contesto dell'età e della classe frequentata, e assumono valore se persistenti.
- Lettura lenta, sillabata o molto faticosa oltre la seconda primaria
- Errori persistenti: sostituzioni, inversioni, salti di parola o di riga
- Difficoltà nella comprensione del testo letto autonomamente, a fronte di una buona comprensione all'ascolto
- Forte affaticamento e rifiuto della lettura ad alta voce
Possibili segnali nella scrittura
Riguardano sia l'aspetto ortografico sia quello dell'organizzazione del testo.
- Errori ortografici frequenti e ricorrenti sulle stesse regole
- Difficoltà con doppie, accenti, apostrofi e uso dell'h
- Fatica nella produzione scritta: testi molto brevi rispetto a quanto il bambino saprebbe raccontare a voce
- Scrittura poco leggibile, lenta o irregolare, con impugnatura affaticante
Possibili segnali nel calcolo
La discalculia riguarda gli aspetti di base del numero e del calcolo, non la matematica nel suo complesso.
- Difficoltà nel recupero rapido dei fatti numerici, come le tabelline o le addizioni semplici
- Errori nelle procedure di calcolo scritto: incolonnamento, prestiti, riporti
- Difficoltà nel leggere e scrivere numeri complessi o nel confrontarne la grandezza
- Uso prolungato del conteggio sulle dita per operazioni semplici
Gli aspetti emotivi: spesso i più visibili
Talvolta ciò che la famiglia nota per prima non è l'errore, ma il vissuto che lo accompagna. Questi segnali meritano la stessa attenzione di quelli scolastici.
- Frustrazione intensa durante i compiti, pianto o rabbia improvvisa
- Evitamento: rimandare, «dimenticare» i compiti, lamentare mal di pancia
- Perdita di motivazione e frasi svalutanti come «sono stupido»
- Ansia prima delle verifiche o della lettura in classe
- Affaticamento sproporzionato rispetto al carico di lavoro
Il percorso concreto per le famiglie
Se l'osservazione conferma una difficoltà persistente, esiste un percorso ordinato che aiuta a procedere con chiarezza.
- Confronto con gli insegnanti: raccogliere ciò che osservano in classe e le attività di potenziamento già attivate
- Osservazione strutturata a casa e a scuola per alcune settimane, annotando esempi concreti
- Valutazione specialistica presso il servizio sanitario o un centro autorizzato, con profilo di lettura, scrittura, calcolo e funzionamento cognitivo
- Restituzione alla famiglia e, con parole adeguate, al bambino stesso
- Costruzione di un intervento personalizzato: strumenti, strategie ed eventuale potenziamento o tutoraggio
Tutele e agevolazioni: cosa prevede la normativa
La Legge 170/2010 e le successive Linee guida garantiscono il diritto allo studio degli studenti con DSA attraverso una didattica personalizzata.
- Piano Didattico Personalizzato (PDP): documento redatto dalla scuola con la famiglia, che descrive strategie, strumenti e criteri di valutazione
- Strumenti compensativi: sintesi vocale, calcolatrice, mappe, tabelle, libro digitale, registratore
- Misure dispensative: riduzione della quantità di compiti, tempi aggiuntivi, dispensa dalla lettura ad alta voce, valutazione che privilegia il contenuto sulla forma
- Verifiche programmate e criteri di valutazione coerenti con il profilo dello studente
- Collaborazione scuola-famiglia-specialisti, con revisione periodica del PDP
Quando può essere utile chiedere supporto?
Un confronto con uno psicologo dell'età evolutiva può essere utile in diverse situazioni, anche prima di una eventuale valutazione.
- Le difficoltà persistono nonostante il supporto didattico e familiare
- Gli insegnanti segnalano un divario stabile rispetto alla classe
- Compaiono un rifiuto marcato dei compiti o un forte calo dell'autostima
- È già presente una diagnosi ma manca un intervento sulle strategie di studio
- La famiglia desidera orientarsi sul percorso di valutazione e sui rapporti con la scuola
In conclusione
Riconoscere presto un possibile DSA non significa attribuire un'etichetta, ma dare un nome corretto a una fatica reale e mettere a disposizione gli strumenti giusti prima che si consolidi un vissuto di fallimento.
Con strategie adeguate, un PDP ben costruito e una rete collaborativa tra famiglia, scuola e specialisti, gli studenti con DSA possono raggiungere pienamente i propri obiettivi scolastici e personali.
Come posso aiutare tuo figlio?
Come psicologa dell'età evolutiva accompagno bambini, ragazzi e famiglie con percorsi personalizzati, costruiti a partire da un'osservazione attenta delle risorse e delle difficoltà di ciascuno.
Se desideri un confronto, puoi contattarmi per un primo colloquio conoscitivo: insieme valutiamo se e quale tipo di percorso può essere utile.
- Percorsi di potenziamento cognitivo e degli apprendimenti
- Supporto agli apprendimenti e al metodo di studio
- Tutoraggio specialistico per studenti con DSA
- Percorsi sulle competenze emotive e sull'autoregolazione
- Supporto e orientamento per i genitori
Riferimenti
Fonti normative e scientifiche di riferimento.
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170 — Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico
- Ministero dell'Istruzione e del Merito — Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA (DM 5669/2011)
- Associazione Italiana Dislessia (AID) — materiali informativi per famiglie e scuole
- Consensus Conference sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento, Istituto Superiore di Sanità
- American Psychiatric Association, DSM-5-TR, sezione Disturbi Specifici dell'Apprendimento